La sicurezza nelle scuole: è emergenza da sempre

Da circa un mese 10 milioni di persone tra studenti, insegnanti, personale amministrativo e ausiliario sono tornati nelle aule e negli uffici dei circa 40.000 edifici scolastici italiani e la situazione di fronte alla quale si sono trovati non è cambiata di molto rispetto agli anni precedenti. Il Ministro Moratti conosce benissimo lo stato in cui versa l'edilizia scolastica in Italia, evidenziati dal monitoraggio del MIUR  effettuato ai sensi della CM n. 86 dell’8 maggio 2001, eppure nella finanziaria e nel DPEF non v’è traccia di un euro di investimento su questo terreno. Il 31 dicembre 2004 scadrà il termine imposto dalla legge ai soggetti responsabili, per il completamento degli interventi di adeguamento e messa a norma degli edifici adibiti ad uso scolastico. Questo termine, fissato già nel 1999 in deroga di quello già previsto per il 31 dicembre 1997 dalla legge 2 ottobre 1997, n. 340, non può subire ulteriori dilazioni. E’ indispensabile, inoltre, attuare l’anagrafe dell’edilizia scolastica: prevista e finanziata dalla legge n. 23 del 1996, non ha ancora trovato la sua realizzazione. Manca, quindi, quello che era definito lo «strumento conoscitivo fondamentale per accertare la consistenza, la funzionalità e la sicurezza di tutto il patrimonio edilizio scolastico». Le norme tecniche quadro per la costruzione degli edifici scolastici – anch’esse previste dalla legge 23 – sono ancora riferite al decreto ministeriale 18 dicembre 1975. Allo stato attuale, come è stato purtroppo reso evidente dai tragici eventi del Molise dello scorso anno e da tanti episodi che solo nel recente passato hanno messo in evidenza lo stato penoso dell'edilizia scolastica in Italia (l'ultimo episodio riguarda il crollo degli intonaci del solaio nel Liceo Artistico di Morbegno, in provincia di Sondrio). Il valore medio della realizzazione di interventi strutturali è del 58,72%, con un grosso divario tra nord (ove questi raggiungono il 71%) e sud e isole (dove i valori sono al di sotto del 50%). 

Esiste quindi una situazione generalizzata di inadempienza da parte di comuni e province, i soggetti responsabili sul territorio degli interventi stessi. Ciò è dovuto principalmente a stanziamenti di bilancio inadeguati, infatti  mentre per l’anno 2003 è mancato qualsiasi stanziamento, le risorse già esistenti per l’anno finanziario 2002 - piuttosto esigue, vista la gravità del problema -  nella misura di 20.658.2776 Euro (riguardo agli importi destinati alle singole regioni vedi la finestra qui a fianco), finalizzate all’attività di formazione del personale coinvolto nel sistema di prevenzione e protezione, sono state erogate e suddivise tra 

 

Edilizia scolastica: è emergenza…e non da oggi

Uno studio monografico a cura della CGIL Scuola circa la situazione dell'edilizia scolastica in Italia e le sue future prospettive

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Sicurezza nelle scuole: ripartizione finanziamenti per l’a.f. 2003... che sia la volta buona?

Il decreto 31 dicembre 2002 del Ministro dell’Economia e delle Finanze, relativo alla ripartizione in capitoli delle unità previsionali di base per l’esercizio finanziario 2003, ha provveduto - anche per l’anno in corso - ad appostare sul capitolo 7231 di questo Ministero la somma di euro 20.658.276, destinata a favorire l’attuazione, nelle scuole, della vigente normativa sull’igiene e sicurezza sul lavoro.


le Direzioni generali regionali, senza che queste ultime, tuttavia, le abbiano destinate prontamente ai soggetti destinatari. I recenti tagli operati dal governo nei confronti degli enti locali hanno ulteriormente aggravato la situazione. E' indispensabile quindi un piano pluriennale di interventi a sostegno dell'edilizia scolastica, che innanzitutto individui le priorità sulla base delle emergenze verificatesi e di una accurata mappatura dello stato degli edifici, legata tra l’altro alle particolari condizione idro-geologiche e sismiche del nostro territorio, nonchè alla natura inquinante di molte strutture – costruite, ad esempio, con coperture in amianto – e alla collocazione degli edifici in prossimità di fonti di inquinamento (elettrodotti, antenne)., eche soprattutto stanzi le risorse necessarie ad attuare interventi strutturali che nella maggior parte dei casi appaiono come non ulteriormente procrastinabili.