mail art - la critica
Molise 31 Ottobre 2002 :
arte tellurica
Estratto da Juliet Art
magazine n°111
Censimento del danno su oltre
300 beni immobili riconosciuti come di interesse storico artistico (chiese, palazzi
storici, ville, torri, fontane). Trasferiti in depositi i beni mobili di 32 chiese, le
più gravemente lesionate e sottoposte a pronti interventi. Rari e limitati i danni per le
opere mobili. I danni più significativi sono a carico degli apparati decorativi fissi:
stucchi, affreschi (danneggiati soprattutto i complessi decorativi di Paolo Gamba nelle
due chiese di Ripabottoni ed in S. Francesco a Larino). Della chiesa di S. Giuliano a San
Giuliano di Puglia sono state recuperate diverse tele settecentesche, qualche statua di
analoga cronologia, tra cui la monumentale immagine del Santo titolare, opera del 1765
dello scultore napoletano De Mondo.
Le tipologie di danno più significative in relazione alle architetture riguardano tutte
chiese di realizzazione settecentesca, collegate all' opera riformatrice del vescovo di
Larino Andrea Tria (in tre casi con crolli di volte, cui va aggiunto Castellino e Limonano
nella diocesi CB).
Hanno ben assorbito le scosse le strutture architettoniche medievali presenti nella zona
(quelle poco modificate nel corso dei secoli): la Cattedrale di Larino, la badia di
Casalpiano a Morrone, la chiesa di S. Giorgio a Putrella (da notare che negli stessi
comuni sono presenti edifici ecclesiastici e palazzi storici fortemente lesionati).
Le chiese si svuotano. Ad opera completata c'è uno strano silenzio in questi spazi ed è
un silenzio anche visivo. Basta guardarsi intorno sono rimaste le lesioni profonde che
attraversano i muri, le cornici pericolanti, talvolta i calcinacci per terra, ma le pareti
e le nicchie degli altari barocchi sono improvvisamente vuote. I dipinti, le sculture, le
suppellettili ecclesiastiche disposte sul sagrato o sulla piazza si sono trasformate in
mummie bianche: sono state imballate con il tessuto-non tessuto. I dipinti si sono
trasformati in forme quadrangolari anonime, in piani bianchi da cui ogni immagine è
cancellata. Le sculture hanno assunto un aspetto informe. La gestualità amplificata e
retorica della figuratività barocca si è trasformata in monconi bendati, corpi e teste
in volumi indefiniti, angeli e putti in sagome irregolari. Ogni mummia reca sul petto un
cartello identificativo, memoria di ciò che non appare più. Lentamente le opere
riempiono il magazzino: i dipinti poggiati sui cavalletti, le sculture allineate, i
piccoli oggetti su improvvisate scaffalature. Uno spazio anonimo si popola lentamente e si
trasforma in una selva da attraversare. Si può affrontare un curioso percorso tra le
bianche statue-mummia di una chiesa di S. Maria, mentre dall'alto incombono le opere
marcate 'chiesa di S. Francesco'; passi oltre e raggiungi le tele di grande formato di una
chiesa dell'Immacolata.
(D. Catalano)
La quasi totalità dei centri
storici hanno subito danno. Ripabottoni, paese natale del Gamba, è quasi scomparso, il
centro storico di Larino è tutto inaccessibile e sfrattato così come buona parte di
Santacroce di Magliano. E' l'arte del terremoto e il terremoto fa paura. L'enunciato
sembra convenzionale ma la terra trema improvvisamente. Anche adesso mentre scrivo, a
distanza di un mese dalla fine di Ottobre seguono le notizie e gli effetti di quel
giorno.
L'ultimo alunno estratto vivo dalla Francesco Jovine è deceduto oggi a Roma. Qui ci sono
due modi e diverse maniere per parlare di questo mistero. Tutti d'accordo che il movimento
è imprevedibile, arriva quando lo vuole lui come lo vuole lui: qui il terremoto si chiama
lui.
Brevi paesi del Molise che per la maggiore non superano i diecimila abitanti, il resto San
Giuliano di Puglia tra i tanti, non arriva ai quattromila. La paura del terremoto è
un'ossessione dell'immaginario collettivo. Tra tutti gli eventi distruttivi 'Lui' è il
più atterrente, il modello per ogni altra catastrofe comune: terremoti familiari,
politici, istituzionali. E' morte e distruzione senza apparenze, alla lunga sgomenta. Per
gli urbani arriva nelle case, si sentono gli scricchiolii poco romantici, i vetri si
infrangono e le mura si aprono e si muovono per seppellirti la casa, il ventre materno si
trasforma in assassina. Lo straniero si da coraggio; appena l'evento si smorza
l'abbandono. Per i nativi è un problema affettivo: la mamma non si cambia neanche se
diventa nefasta. I vecchi preferiscono morirci dentro, credono nel fato: se deve essere
che sia, comunque è morte dignitosa perché avviene nella propria casa.
La protezione civile ha dovuto faticare molto per sgombrare tutto il magnifico paese
medioevale e trasferire la gente nella freddura delle tendopoli. Le pietre e i mattoni
storici si sono improvvisamente uniformati al blu geometrico delle tendopoli. Tutti gli
artisti molisani hanno risposto con una loro opera, quasi un diario diretto, un bollettino
del naufrago in forma visiva. Una opera specifica che sarà donata al comune di San
Giuliano di Puglia in funzione di memoria diretta dell'evento molisano.
Barone, Fontana, Mastrangelo e Pedullà, Laurelli Antonio, Manes Ursula, Carafa Michele,
Pellegrini Sara, De Soccio Carmine, Priston Antonio, Presutti Mauro, Faralli Ermelindo,
Macchiagodena Vannj, De Gregorio Antonio, Colasanto Maria Grazia, Barone Nino, Cavone
Elio, Saquella Ernesto, Peri Michele, Frani Ettore, Mignogna Fabiola, Giordano Antonio,
Macolino Nicola, Mascia Vincenzo, Janigro Michelangelo, Perrotta Luciano, Sacchetti
Sabina, Borrelli Paolo, Gentile Lorusso Dante, Fantagone Marco, Marini Renato.
Nel principio dell'intera operazione batte l'idea di presentare in un luogo di memoria la
costruzione dell'espressività contemporanea allo stesso tempo in cui le opere storiche
del Molise vengono disinsediate dalle abituali e progettate collocazioni per essere
riunite in forma di raccolta spontanea in un unico deposito. Mi ricorda un racconto di
Sarckis qualche anno fa in Francia. Era rimasto folgorato dalla visione di un enorme
deposito berlinese, quasi abbandonato a se stesso dove per chilometri erano raccolte in
bric e brac senza catalogazione gli oggetti e le proprietà espropriate dai nazisti agli
ebrei inviati nei campi di concentramento. Mi è parso un avviso per la storia: proteggere
la memoria collettiva ad ogni costo anche se la divisa assassina è indossata dalla terra
che si muove senza preavviso come sempre è nell'abitudine di 'Lui'.
Antonio Picariello
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