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Il terremoto del 31 ottobre 2002 Il 31 ottobre del 2002 alle ore 11.32 del mattino una forte scossa di terremoto, pari a 5,4 di magnitudo Richter (ottavo grado della scala Mercalli), fa tremare San Giuliano di Puglia, piccolo centro del subappennino molisano in provincia di Campobasso. L'epicentro fu localizzato tra Campobasso, Larino e l'Appennino Dauno, in provincia di Foggia. Il sisma fa crollare il solaio della scuola elementare di San Giuliano, in via Giovanni XXIII. In quel momento nell'Istituto ci sono quattro insegnanti, due bidelli e 58 bambini. Molti di essi non rivedranno piu' la luce. Per tutto il giorno si continua a scavare: Vigili del Fuoco, volontari della Protezione Civile, persone del posto: anche a mano, a causa della difficoltà, ovvia, di adoperare con mezzi meccanici. Ancora la sera vengono estratte persone vive dalle macerie. La mattina seguente i Vigili del Fuoco fanno sapere che non si sentono piu' voci provenire da là, da sotto le macerie. Sempre a San Giuliano di Puglia sono crollati vari edifici: travolte dal crollo delle rispettive abitazioni, hanno perso la vita due donne. Ma è sotto la scuola Jovine che si registra il tributo di vite umane piu' pesante. Già nelle prime ore esplode la rabbia, nelle parole rotte dal pianto e dalla disperazione dei padri e delle madri che comprendono da subito che quella tragedia si poteva evitare, che quella scuola maledetta era una bomba a orologeria. "La scuola doveva crollare: era inevitabile. I solai sono vecchi. Di vent'anni, trent'anni... Non ricordo nemmeno io quanto sono vecchi. Di più, sono stati realizzati con argilla e cemento, e i ferri non sono neppure zigrinati come dovrebbero essere. Lisci, piuttosto. Ecco perché il palazzo alto un piano si è chiuso come si chiude un libro, in un battere di ciglia". I bambini di San Giuliano morti in quel tragico giovedì 31 ottobre 2002 non sono stati uccisi dal terremoto, ma dalla scuola: una scuola assassina. Quello che doveva essere un luogo sicuro, dove imparare e crescere serenamente si è trasformato per loro in una tomba. L'amministrazione comunale avrebbe dovuto costruirli in maniera diversa, quei solai. E ancora, avrebbe dovuto tener conto del grido di allarme sulla sicurezza e tenuta di quella struttura in cui da anni si denunciavano cedimenti e infiltrazioni d'acqua. Ma una lunga serie di omissioni, il pressapochismo criminale di chi, in questo paesino del Sud di un migliaio di abitanti vede i controlli come un'inutile perdita di tempo, se non addirittura come un laccio della burocrazia volto a limitare ottime occasioni di guadagno. Gli interventi di manutenzione alla scuola Jovine si erano limitati negli ultimi due anni a tinteggiare i muri di giallo, quelli strutturali alla costruzione di una scellerata sopraelevazione effettuata senza alcun calcolo statico, senza alcun progetto, senza le autorizzazioni necessarie, nel disprezzo totale delle piu' elementari norme di sicurezza e con materiali assolutamente inadeguati. E' seguito un processo a quella tragica e assurda vicenda, un processo ancora in corso dal quale, a San Giuliano, si attende la verità. |
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